Alternanza grammaticale

Quando la duplice risposta germanica ad un unico fono indoeuropeo si attua in parole etimologicamente affini, si parla di alternanza grammaticale (AG) (o alternanza consonantica). Il caso più vistoso si ha nel paradigma di alcuni verbi forti. Ecco il paradigma di un verbo che oltre a presentare l'alternanza vocale (in quanto forte) nella radice, mostra anche il duplice esito germanico di un unico fono consonantico ie. (AG). Tra parentesi tonde viene posto il raddoppiamento sillabico, marca del perfetto ie.:

divenire
Presente *uèrto *werþo
Preterito singolare *(ue)uórta *warþ(a)
Preterito plurale *(ue)urtmé *wurθum(i)
Participio passato *urtonós *wurθan(a)z

Si noti (dall'ie.) che in tutte e quattro le forme è presente una delle due condizioni necessarie perché si abbia nel germ. la fricativa sonora (l'occlusiva sorda ie. è sempre in ambiente sonoro), ma solo nelle ultime due (preterito plurale e participio passato) è presente anche l'altra condizione necessaria per l'esito secondo Verner, vale a dire l'accento non precede immediatamente (qui segue). In risposta all'unico fono /t/ dell'ie. si ha nel germ. nelle prime due forme, per Grimm, la fricativa sorda, nelle ultime due, per Verner, la fricativa sonora.

Nel corso del tempo le lingue germ. mostrano la tendenza a livellare analogicamente l'alternanza consonantica; per quanto riguarda l'alternanza all'interno del verbo forte, tale tendenza è massima nel gotico, che ha livellato a favore della fricativa sorda, mentre nei restanti dialetti germanici si trovano ovunque evidenti tracce di AG: di particolare rilevanza è lo spostamento delle occlusive sonore pretedesche (derivate dalle fricative sonore del germ.) ad occlusive sorde nell'area alto-tedesca (aspetto della seconda mutazione consonantica).

divenire
Infinito presente Preterito singolare Preterito plurale Participio passato
gotico wairþan warþ waùrþum waùrþans
norreno verþa varþ urþom orþenn
alto-tedesco antico werdan ward wurtum wortan