Mimicry Diario

Il mestiere di tradurre

Nel luglio del 2006 è stata pubblicata la traduzione italiana delle specifiche CSS 2 sul sito di Michele Diodati. Michele ha tradotto i primi tre capitoli ed io il resto. Pochi tempo dopo la traduzione è stata segnalata su Punto Informatico, e devo dire che per me è stata una bella soddisfazione, visto che all'epoca ero affamato di fama e assetato di successo in modo smodato. Fu vera gloria? Senza aspettare l'ardua sentenza dei posteri posso dire che il lavoro da me svolto non è stato all'altezza di quello che Walter Benjamin chiama il "compito del traduttore".

Nonostante io abbia in passato difeso a spada tratta le mie scelte di traduzione, devo pubblicamente ringraziare Livio Mondini per avermi aperto gli occhi sui limiti del mio lavoro. A proposito della scelta di tradurre il termine "box" con riquadrato, Livio mi ha fatto notare che:

Una tecnica che si usa molto spesso è cercare di miscelare nel testo sia il termine inglese sia quello italiano (riquadro, nel nostro caso), in modo da portare pian piano il lettore alla comprensione dei termini. In realtà se a qualcuno interessa l'argomento e approfondirà i suoi studi ben difficilmente troverà materiale dove si parla dei riquadrati CSS. Invece, molto facilmente sentirà parlare di box e box model dei CSS.

Il processo di traduzione prevede che il traduttore decodifichi un messaggio codificato nel linguaggio d'origine e lo faccia arrivare "in chiaro" al destinatario del messaggio, ossia al lettore/ricevente. L'illustrazione che segue, presa da Translation and Translating: Theory and Practice di Roger T. Bell (edizioni Longman), ne illustra il senso.

Il processo della traduzione

All'origine del flusso che scorre lungo il canale comunicativo vi è il messaggio nella lingua d'origine, al centro il traduttore e alla fine del flusso il ricevente/lettore nella lingua d'arrivo (o di destinazione). Questo è lo scheletro del processo di traduzione. Se volessimo ampliare il nostro raggio d'azione, dovremmo includere anche la memoria, la rappresentazione semantica, l'analisi del testo e la conseguente sintesi, come illustrato dal seguente diagramma preso dalla sopracitata opera.

Il processo della traduzione: memoria, rappresentazione semantica, analisi e sintesi

La mia traduzione delle specifiche è stata carente soprattutto sul piano della rappresentazione semantica, in quanto si è venuta a creare una confusione tra i termini che ha portato ad un'ambiguità di fondo. Il lettore è diviso tra il termine box, che è ben attestato anche nel panorama del Web italiano, ed il termine riquadrato, che non ha la medesima diffusione. A ben vedere la mia traduzione è carente anche sul piano della sintesi: come suggeriva Livio, tra riquadrato e box avrei dovuto scegliere riquadro, che è molto più diffuso di riquadrato e soprattutto non ha un significato così recondito. La scelta di mantenere il termine originale inglese tra parentesi quadre non salva il lettore dall'ambiguità di fondo del lessico.

Concludendo, la lezione appresa dalla traduzione delle specifiche mi è servita nel mio lavoro di traduttore come monito a non abusare della lingua al fine di ricodificare il messaggio appena decodificato in un nuovo codice di difficile comprensione, e la cui chiave di lettura è palese solo a me traduttore.