Search and research
In un suo intervento su L'Espresso del febbraio 2005, dal titolo Non solo cyber - Il sapere non è un clic, Franco Carlini afferma:
Occorre dunque sapere dove e come trovare le informazioni, ma soprattutto essere capaci di estrarle, valutarle e trasformarle creativamente. Per dirla con una frase sintetica: un conto è fare un "search" su Google o su altri database, altro è fare "research", trasformando le informazioni in sapere.
Tutto ciò, a ben vedere, è sempre stato vero, ma conosce oggi una nuova sfida: Google e i suoi fratelli realizzano elettronicamente il sogno antico di una grande conoscenza condivisa, ma per usarla al meglio occorrono gli attrezzi del pensiero più che le tecniche.
Poichè il Web è agnostico sui contenuti, ossia non esprime un giudizio di valore su di essi come accade nella cultura tradizionale, gli sviluppatori di motori di ricerca attualmente puntano su algoritmi basati sulla semantica. Clusty, ad esempio, aggrega i risultati di altri motori di ricerca in cluster (grappoli) di link a tema comune, filtrandoli e organizzandoli prima di presentarli all'utente, evitandogli così la fatica di dover scorrere un lungo elenco disaggregato e disomogeneo.
Altri motori, come Hakia, hanno intrapreso la strada dell' "umanizzazione", ossia l'interrogazione tramite query scritte in linguaggio naturale, sempre restando nell'ottica dell'aggregazione semantica dei contenuti a tema comune. In altre parole, la tecnica del "cerca" sta progredendo rapidamente, mentre la ricerca, che trasforma le informazioni in cultura, resta in una fase di stallo.
Attualmente, l'unico valido aiuto viene offerto dall'architettura dell'informazione, che si concretizza nel "memento" di costruire un Web basato su tassonomie logiche, e non sul modello di una biblioteca senza bibliotecari. Oltre all'acquisizione degli ormai consacrati schemi a faccette, i benefici passano anche attraverso una scrittura semantica e rigorosa del codice, come ci ricorda Luca Rosati:
Se l'architettura dell'informazione va oltre la pura dimensione visuale, è opportuno allora che vi sia una coerenza e corrispondenza logica fra architettura informativa e architettura del markup.
Il Web sognato e proposto da Tim Berners-Lee è il Web della ricerca, l'unica che possa dare un senso ad un insieme così vasto ed eterogeneo di atomi di sapere.